Chi siamo

Dal 2021, il panzerotto preso molto sul serio.

Un locale a Largo Pozzi, una carta lunga e una regola che non si tocca: qui il panzerotto è un piatto, non una cosa da mangiare camminando perché non c'era altro.

Come è nata

Prima dei panzerotti c'è stata la panetteria

Non si comincia mai dal panzerotto. Si comincia dal pane: notti passate a impastare, a imparare i tempi, a capire la differenza fra una lievitazione fatta e una fatta di corsa. È un mestiere che non si impara leggendo, si impara sbagliando per anni.

Poi la scelta di stringere il campo. Fra tutte le cose che si possono fare con un impasto, una sola: il panzerotto. E dentro quella scelta, una ricetta di famiglia ripresa in mano e rifatta decine di volte.

L'obiettivo era uno solo, e sembrava assurdo: che fosse buono anche il giorno dopo. Non tiepido, non riscaldato — buono. Ci sono voluti mesi di prove, impasti buttati e teglie rifatte. Quando finalmente ci siamo riusciti, abbiamo smesso di cambiarla: quella è rimasta la ricetta.

L'idea di venderli non è nata a tavolino. È nata a tavola, a una cena tra colleghi, come succede alle cose vere. Dopo l'ennesimo assaggio uno di loro disse quello che pensavano tutti: con quei panzerotti ci si poteva costruire un lavoro, non solo far felici gli amici.

Aveva ragione. Dal 2021 siamo a Largo Pozzi.

La nostra idea

Quaranta ripieni. Una voglia diversa ogni volta.

Si comincia da quello che in Puglia sanno fare tutte le nonne: pomodoro e mozzarella, punto. Poi la carta si allarga — carne, verdure, formaggi — e a un certo punto smette di comportarsi bene.

Ogni voce che leggi in carta esiste perché qualcuno l'ha provata, rifatta e alla fine ha detto di sì. Quelle bocciate non le avete mai viste.

Certi ripieni ci sono da sempre, altri durano una stagione: è il vantaggio di avere una cucina piccola e nessuno sopra che decida cosa metterci dentro.

Le due cose che contano

E non sono il ripieno

Chi torna spesso non torna per un gusto in particolare. Torna per queste due, che stanno prima di tutto il resto.

01

La frittura

Non è fortuna: è olio controllato, temperatura che non scende, tempi contati. La parte del lavoro che nessuno vede e che si riconosce al primo morso.

02

L'impasto

Leggero, profumato, croccante. Deve poter essere mangiato in tre senza che nessuno se ne penta a fine serata.

Come lavoriamo

Tre regole, mai negoziate

Regola 01

Si cuoce quando arriva l'ordine

Niente panzerotti in attesa sotto una lampada. Per questo l'ordine online chiede un orario: serve a farti trovare roba appena uscita.

Regola 02

La cottura la scegli tu

Fritto o forno, stessa carta e stessa attenzione. Non esiste una versione di serie B da dare a chi il fritto stasera non lo vuole.

Regola 03

Si sta a tavola come a casa

Tavolate lunghe, compleanni, gente che si alza e si risiede. Il rumore giusto di un posto che sta funzionando.

Dove siamo

A Largo Pozzi, nel cuore di Turi

Dentro tutto l'anno, fuori appena il tempo lo consente. Un posto per sedersi e restare — ma se vai di corsa l'asporto è pronto in pochi minuti.

  • Sala interna e spazio esterno d'estate
  • Tavolate, compleanni e ricorrenze
  • Asporto da ordinare online
  • Consegna a domicilio in caldo
Ti aspettiamo

Vieni a provare,
poi ne riparliamo.

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